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En plein air

Scuola innovativa

pbda con archh. Elisa Succi e Anna Contati

I grandi amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: “Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?” Ma vi domandano: “Che età ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? […]”

Allora soltanto credono di conoscerlo. Il piccolo Principe Il progetto nasce dalla volontà di creare uno spazio accogliente, flessibile, luminoso che stimoli il desiderio di scoperta di un bambino educandolo nel percorso di apprendimento tramite ‘segni’ e scenari sensoriali. La scuola

è concepita come una mappa (di colori, luci, materiali) in cui imparare a interpretare gli spazi, ma anche come una lente, uno strumento educativo per osservare il mondo e mettervi in atto le esperienze apprese. La natura è uno degli elementi principali del progetto attraverso patii –in cui spuntano betulle– e ampie superfici più o meno trasparenti che ‘filtrano’ il paesaggio circostante e catturano la luce naturale.

L’accesso alle aule avviene attraverso un portale colorato, che marca il passaggio ad una zona di diversa natura. Qui lo spazio più raccolto, la conformazione degli ambienti liberi e gli arredi aggregabili per garantire la massima flessibilità, favoriscono il lavoro di gruppo.

Il blocco servizi all’interno delle sezioni è un volume traslucido, una lanterna che filtra la luce esterna. La parte principale dell’aula affaccia sul giardino a sud, nella costante ricerca di un

forte legame con l’ambiente circostante. L’atrio e la zona dedicata alla mensa e alle attività libere

hanno un soffitto piano sviluppato su due altezze. Il corridoio di accesso alle sezioni posto ad ovest – possibile futuro collegamento con l’edificio adiacente– è dimensionato per consentire attività di gioco e comuni; è anch’esso illuminato da luce naturale filtrata da una pelle in policarbonato che rende l’atmosfera più vibrante e dinamica ed impedisce la vista da e verso l’esterno (piazzale pubblico posto sul lato nord).

L’edificio a struttura lignea (pareti in X-lam coibentate all’estradosso con sistema a cappotto in fi bra di legno rifinito ad intonachino pigmentato o con rivestimento metallico), poggia su fondazioni in cemento armato di tipo a trave rovescia pensate per contenere quanto più possibile la

cementificazione del territorio e per agevolare una possibile riconversione a verde dell’area al termine del ciclo di vita della scuola. Anche la parte dell’ingresso a due piani prevede

una struttura in legno, irrigidita in alcuni punti con pilastri a sezione circolare e travi in acciaio. Il peso limitato della struttura quasi completamente a secco riduce la sezione degli elementi di fondazione e, al tempo stesso, garantisce un eccellente comportamento in caso di sisma grazie

all’elasticità degli elementi strutturali e alla limitatezza delle masse oscillanti in gioco.

In caso di emergenza, la conformazione stessa dell’edificio assicura un elevato numero di uscite di sicurezza con brevi percorsi per il raggiungimento dei punti di raccolta.

Gli ambienti interni offrono un elevato livello di comfort anche grazie all’azione igro-regolatrice operata dalle pareti e dai pavimenti in legno naturale a vista che caratterizzano le aule. Tutti i materiali impiegati per le strutture, per le finiture e per gli arredi, dovranno essere certificati ad emissione di formaldeide pari a zero.

Sì è prediletta una illuminazione quasi completamente naturale, prevedendo grandi vetrate, pozzi di luce (patii) e parti dell’involucro semi-trasparenti poiché la variabilità della luce solare nell’arco della giornata rispetto a quella artificiale, in termini di incidenza, temperatura colore e direzione,

favorisce il rispetto del ciclo circadiano dell’organismo, ed il benessere psicofisico delle persone che permangono per diverse ore in ambienti confinati.

Oltre ad un involucro altamente prestante volto a limitare al massimo le dispersioni termiche, l’edificio sarà dotato di pannelli solari fotovoltaici posizionati sulle coperture a falda delle sezioni che alimentano un impianto di ventilazione meccanica controllata con recuperatore di calore, per assicurare il giusto ricambio d’aria degli ambienti (la corretta ossigenazione prolunga la fase attentiva degli alunni) senza causare sprechi di energia.

Il riscaldamento a pavimento è collegato ad un circuito di pre-riscaldamento / raffrescamento geotermico collegato ad una pompa di calore acqua-acqua. I pozzi di luce (patii) hanno una pedana sopraelevata al di sotto della quale trovano spazio serbatoi di accumulo dell’acqua piovana che sarà utilizzata per l’irrigazione goccia a goccia delle piantumazioni di progetto. Tutte le apparecchiature impiantistiche sono collocate nel volume tecnico a due piani posto a fianco dell’ingresso nell’ala nord dell’edificio, accessibile dall’esterno della scuola e facilmente raggiungibile anche con mezzi di trasporto così da favorire le operazioni di manutenzione. Per evitare il surriscaldamento in regime primaverile – estivo, tutte le vetrate esposte sono protette o da brise-soleil resi maggiormente filtranti da una vegetazione caducifoglia che aumenta il potere schermante nelle stagioni calde, o da un sistema di tende esterne regolabili.

L’edificio, costruito a secco se non per la parte di fondazione e dei massetti, garantisce il corretto smaltimento e riciclaggio delle sue componenti al termine del suo ciclo di vita.

La scuola è stata disegnata come uno spazio poliedrico, in grado di stimolare la curiosità e la voglia di scoperta del bambino; è una sorta di “mappa sensoriale” nella quale svolgere attività diverse, in spazi di diversa conformazione, colore e materiale.

In questa logica, i corridoi ampi e inondati di luce naturale, divengono spazi di aggregazione e di ritrovo informale; l’area mensa ha arredi flessibili e smontabili che possono essere compattati nei vani di servizio per diventare auditorium, o luogo di gioco o di svolgimento di attività e discussioni di gruppo; le aule sono luoghi più raccolti, protetti, ma con arredi e pareti mobili che consentono di modulare gli spazi (aprendo la parete mobile, due aule divengono una sola di dimensione doppia) in funzione dei diversi scenari che si vogliono proporre agli studenti per favorire il lavoro in gruppo assistito o divenire veri e propri laboratori didattici; le pareti si prestano ad appendere cartelloni, possono avere aree rivestite con vernice lavagna per dare sfogo alla creatività dei piccoli ma anche per dare spazio a proiezioni interattive.

Le stanze all’aperto delimitate da vetrate possono diventare mini-laboratori esterni su cui affacciano tutte le aule.

Il giardino, che ospita giochi e aree attrezzate con tappeti anti-trauma, stimola gli alunni a giocare e a mantenere vivo il rapporto tra bambino e natura/territorio. L’esperienza diretta incrementa la voglia di conoscere e favorisce la crescita di un senso di appartenenza al luogo.

La scuola d’infanzia è situata in una corte urbana piuttosto degradata e ad uso promiscuo, con costruzioni sia di uso pubblico che a carattere residenziale privato. Gli spazi attualmente configurati risultano privi di identità per cui l’edificio si inserisce quale elemento di riqualificazione volto a definirne in modo chiaro ambiti e livelli di permeabilità sia dal punto di vista visivo che di fruizione da parte della comunità:

•          Livello 1 (corte nord) – offre la massima permeabilità e può divenire luogo delimitato di aggregazione per attività all’aperto;

•          Livello 2 (scuola: ingresso/atrio/zona mensa) – permeabilità limitata: data la fragilità, sia dal punto di vista igienico-sanitario che di tutela della privacy dei più piccoli, l’accesso a questi ambienti sarà controllato, gestito, e consentito solo per specifiche azioni.

•          Livello 3 (scuola: aule, zone gioco e giardino sud) – permeabilità esclusiva. In questi spazi non sarà consentito l’accesso a persone estranee alla scuola al fine di preservare integro un ambiente pensato ed organizzato per le attività degli alunni.

Il fronte nord, dominato da una pianta d’Olmo (simbolo del comune) e da un setto murario che richiama le recinzioni preesistenti, affaccia sulla corte pubblica e diviene un filtro che separa lo spazio di libero accesso da quello tutelato della scuola. In quest’ottica di limitazione degli accessi all’area della scuola, volta a tutelare al massimo i più piccoli,  anche il volume tecnico (dove trovano collocazione le apparecchiature impiantistiche) e l’accesso alla cucina sono confinati in questo settore della costruzione.

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