Antonioni su ''Architetti''
05.05.2013 | 

Architetti - Maggioli n.3

n. 3 - Maggio Giugno 2013

Bianco abbagliante, grigio freddo-umido, giallo solare caldo, avvolgente, antracite e quindi buio che a poco a poco si dipana sfumando  per poi riapparire più pieno, assoluto, in uno spazio a-temporale, quasi metafisico che torna nuovamente a schiarire e caricarsi di colore sino a diventare di un verde iper saturo, che svanisce al grigio, si carica di rosso acceso, vibrante, protagonista, per poi adagiarsi ad una tinta neutra e tornare infine al bianco. È un percorso cromatico emozionale quello che guida il visitatore alla scoperta della mostra che la Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con la cineteca di Bologna dedica al celebre regista Michelangelo Antonioni in occasione del centenario della sua nascita.  Un percorso che il curatore, Dominique Païni, già direttore della Cinémathèque Française, ha voluto dinamico, capace di trasmettere suggestioni e stati d’animo; un percorso in cui l’arte cinematografica entra in un rapporto dialettico con le altre arti figurative, esercitando su di esse la sua influenza e restandone a sua volta influenzata. Proiezioni, dipinti, sculture, fotografie, copioni, cartoline, oggetti personali e scritti messi in diretta relazione fra di loro, contribuiscono a trasmettere la complessità e la ricchezza della personalità del maestro, considerato uno dei padri della modernità cinematografica. In quest’ottica l’archivio diviene il reale fulcro dell’esposizione, in grado di restituire l’immagine di un intellettuale eclettico e sentimentale, assetato di bellezza, costantemente alla ricerca di nuove suggestioni da tradurre in immagini ed inquadrature...

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